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Le raccolte degli Uffizi hanno una storia che, lungo l'arco di più di
quattro secoli, si interseca con quella della civiltà fiorentina nel suo
insieme.
Le prime collezioni medicee costituiscono il nucleo originario della Galleria,
ma la vocazione al mecenatismo ha caratterizzato i governanti di Firenze,
e i Medici in primo luogo, nel corso dei secoli.
Già nel Trecento si assiste a fenomeni di mecenatismo grazie alla cresciuta
importanza delle corporazioni: l'Arte del Cambio commissiona all'Orcagna
il Trittico di San Matteo per la sua proprietà di Orsanmichele, l'Arte
della Mercanzia fa eseguire a Piero Pollaiolo e successivamente a Botticelli
una serie di Virtù per la Sala delle Udienze del proprio palazzo.
Per il primo Quattrocento, si deve al ricchissimo e colto Palla Strozzi
l'incarico conferito a Gentile da Fabriano di realizzare l'Adorazione.
Lo stesso Cosimo I si fa protettore di artisti originali come fra Filippo
Lippi e commissiona opere di notevole significato morale e politico come
la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello.
Nel secolo successivo il mercante Angelo Doni commissiona a Michelangelo
il suo famoso capolavoro pittorico, la Sacra Famiglia con san Giovannino
(o Tondo Doni), mentre Raffaello dipinge per un altro mercante, Lorenzo
Nasi, la Madonna del Cardellino.
Le collezioni si arricchiscono di nuovi elementi grazie anche a doni matrimoniali
o eredità ricevuti dai granduchi. Così Ferdinando I riceve in dono la
Medusa del Caravaggio dal cardinal Del Monte, Ferdinando II nel Seicento
viene in possesso, tramite la moglie Vittoria della Rovere, del dittico
di Piero della Francesca e della Venere di Urbino di Tiziano.
Nel Settecento, in particolare durante il granducato di Pietro Leopoldo
(1765-1790), vengono acquisiti i dipinti più antichi e si costituisce
il nucleo di pittura francese.
Durante tutto l'Ottocento si allestiscono nuove sale e la pinacoteca continua
ad arricchirsi di opere importanti, fra le quali la celeberrima Nascita di Venere del Botticelli, agli Uffizi dal 1815, e l'Annunciazione di Leonardo
da Vinci, dal 1867.
La definitiva acquisizione della Primavera, la splendida tavola dipinta
dal Botticelli intorno al 1482, risale invece al 1919. Il Novecento ha
portato numerosi riordini e restauri, nonché, recentemente, la definitiva
sistemazione della Collezione Contini Bonacossi.
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